Il Long Covid continua a rappresentare una sfida clinica significativa nel periodo post-pandemico. Questa sindrome, anche nota come sindrome post-virale da SARS-CoV-2, è una condizione che persiste per mesi, a volte anni, dopo l’infezione acuta, colpendo migliaia di pazienti, con un quadro sintomatologico complesso, eterogeneo, spesso invalidante.
I sintomi del Long Covid non si limitano all’apparato respiratorio, ma coinvolgono sistemi multipli: cardiovascolare, neurologico, psichico, gastrointestinale e immunitario.
Questa condizione, simile alla Sindrome da Attivazione Mastocitaria (MCAS), contribuisce a sintomi che spaziano da affaticamento estremo (nebbia mentale, difficoltà di concentrazione e perdita di memoria) a prurito, cefalea, disturbi cardiaci (tachicardia, palpitazioni, ipotensione posturale, dolore muscolare) e gastrointestinali.
Uno studio pubblicato su Scientific Reports, basato su 15 studi e oltre 48.000 pazienti, ha identificato più di 55 sintomi persistenti. I più comuni includono:
- Fatica: 58%
- Cefalea: 44%
- Disturbi cognitivi e di concentrazione: 27%
- Alopecia: 25%
- Dispnea: 24%
Fatica cronica (persistente >100 giorni): simile alla CFS, con dolore, disturbi del sonno e peggioramento post-sforzo.
Sintomi neuropsichiatrici: cefalea, anosmia, nebbia cognitiva, insonnia, disturbi dell’attenzione.
Disturbi respiratori: anomalie TAC nel 35%, dispnea (35%), tosse (25%), ridotta diffusione alveolare (10%).
Evidenze emergenti indicano un coinvolgimento dell’attivazione anomala dei mastociti nella fisiopatologia del Long Covid, con un rilascio eccessivo di istamina e altre citochine pro-infiammatorie, creando un quadro clinico simile a quello che si osserva nei soggetti allergici. In questi pazienti, l’istamina viene liberata in eccesso, alimentando una risposta infiammatoria cronica che può coinvolgere vari sistemi del corpo.
L’istamina è una sostanza chimica che, normalmente, gioca un ruolo cruciale nel sistema immunitario e nella regolazione della risposta infiammatoria. Tuttavia, quando i mastociti vengono attivati in modo cronico, come accade nel Long Covid, si verifica un rilascio eccessivo di istamina, con conseguenti sintomi da accumulo di istamina come tachicardia, palpitazioni, cefalea, prurito e disturbi gastrointestinali.
Inoltre, la compromissione della barriera intestinale e la disbiosi possono ridurre l’attività dell’enzima diaminossidasi (DAO).
L’eccesso di mastociti intestinali, spesso associato a disbiosi e Leaky Gut Syndrome, contribuisce all’infiammazione cronica attraverso il rilascio di istamina e citochine. L’alterazione della flora batterica favorisce l’iperattivazione mastocitaria e la proliferazione di batteri istaminogeni, aggravando la permeabilità intestinale e danneggiando le cellule che producono DAO, l’enzima chiave per la degradazione dell’istamina. Un deficit di DAO può intensificare la sintomatologia.
Uno studio multicentrico, coordinato dal Prof. Carmine Gazzaruso (Ce.R.C.A., Università Statale di Milano), ha evidenziato il ruolo dei mastociti nel Long Covid e l’efficacia clinica dell’impiego di bloccanti dei recettori dell’istamina, suggerendo potenziali benefici anche dall’uso combinato di antistaminici e antiulcera.
Antistaminici e antiulcera vengono spesso impiegati per gestire i sintomi, ma agiscono principalmente sull’effetto, non sulla causa. Un elemento chiave sempre più riconosciuto nella letteratura scientifica è l’accumulo eccessivo di istamina, che può contribuire a una varietà di disturbi aspecifici tipici del Long Covid, come stanchezza cronica, nebbia mentale, tachicardia e disturbi gastrointestinali.
È possibile intervenire anche in modo più mirato e naturale: un protocollo integrato a base di DAO e postbiotici offre infatti un supporto efficace nella gestione dell’accumulo di istamina, agendo in modo mirato sulle cause alla base della sintomatologia del Long-Covid.
Il Futuro della Terapia naturale per il Long Covid
Nonostante i progressi nella medicina, non esiste ancora una terapia farmacologica univoca per il Long Covid, lasciando molti pazienti in uno stato di incertezza e frustrazione, ma un’integrazione mirata può offrire un valido supporto nella gestione dei sintomi legati all’attivazione mastocitaria.
Per affrontare questo meccanismo sottostante e migliorare la gestione dei sintomi, l’uso di specifici integratori potrebbe rivelarsi utile. Due tra i più promettenti sono D-Gain 28, un prodotto a base di enzima DAO e TIB IMMUNO.
“Non esiste ancora una terapia farmacologica univoca per il Long Covid, ma un’integrazione mirata può offrire un valido supporto”
Nonostante i progressi nella medicina, non esiste ancora una terapia farmacologica univoca per il Long Covid, lasciando molti pazienti in uno stato di incertezza e frustrazione, ma un’integrazione mirata può offrire un valido supporto nella gestione dei sintomi legati all’attivazione mastocitaria.
Per affrontare questo meccanismo sottostante e migliorare la gestione dei sintomi, l’uso di specifici integratori potrebbe rivelarsi utile. Due tra i più promettenti sono D-Gain 28, un prodotto a base di enzima DAO e TIB IMMUNO.
D-Gain 28 è un integratore a base di DAO, estratto da rene di suino, progettato per migliorare la degradazione dell’istamina intestinale. La DAO è un enzima che normalmente si trova nell’intestino e che ha il compito di degradare l’istamina in eccesso, prevenendo così i suoi effetti indesiderati. L’assunzione di D-Gain 28 può quindi essere un valido supporto per bilanciare i livelli di istamina nel corpo. Si propone come una soluzione che aiuta a migliorare la qualità della vita di chi soffre di Long Covid, dove l’attivazione dei mastociti porta a una produzione anomala di istamina.

L’uso di D-Gain 28 risulta utile per:
- Ridurre i sintomi da accumulo di istamina (tachicardia, gonfiore, disturbi digestivi).
- Alleviare la stanchezza e i sintomi neurologici come nebbia mentale e affaticamento, spesso associati all’accumulo di istamina.
- Prevenire l’infiammazione associata all’attivazione mastocitaria.
Nel Long Covid non solo l’istamina, ma anche un’alterata risposta immunitaria contribuiscono all’attivazione cronica dei mastociti, che a loro volta rilasciano mediatori infiammatori, inclusa l’istamina. L’infiammazione persistente è uno dei principali fattori che alimentano i sintomi debilitanti di questa sindrome. In questo contesto, è cruciale agire non solo sull’eccesso di istamina, ma anche sul sistema immunitario nel suo complesso.
TIB IMMUNO è un postbiotico con proprietà immunomodulanti, pensato per regolare l’attività del sistema immunitario, riducendo l’attivazione anomala dei mastociti. Esso agisce modulando la risposta immunitaria in modo equilibrato, favorendo la riduzione dell’infiammazione e impedendo una reazione eccessiva o non controllata, che può danneggiare i tessuti e aggravare i sintomi del Long Covid.

TIB IMMUNO utile per:
- Modulare la risposta dei mastociti, riducendone l’attivazione anomala e la liberazione di istamina e altre sostanze infiammatorie, alleviando così sintomi come tachicardia, palpitazioni e affaticamento.
- Ristabilire l’equilibrio immunitario, contrastando l’infiammazione cronica sistemica e intestinale, che caratterizza molte delle manifestazioni del Long Covid.
- Migliorare il recupero dei pazienti, favorendo una risposta immunitaria più equilibrata e meno propensa a causare danni ai tessuti.
- Riequilibrio del microbiota e riduzione dell’infiammazione intestinale, con effetto positivo sulla stabilizzazione delle giunzioni strette (tight junctions) dell’epitelio intestinale.
L’utilizzo combinato di D-Gain 28 e TIB IMMUNO consente un’azione sinergica, intervenendo sia sull’eccesso di istamina — favorendone il corretto metabolismo — sia sulla disregolazione immunitaria e sul riequilibrio del microbiota. Ne risulta un’efficace azione immunomodulante, con normalizzazione della risposta infiammatoria e miglioramento della funzionalità del sistema immunitario: tutti aspetti fondamentali nella gestione del Long Covid.
Supporto nutrizionale e strategie postbiotiche
L’adozione di una dieta a basso contenuto di istamina, se ben bilanciata, può aiutare a ridurre i sintomi, sebbene debba essere seguita con attenzione per evitare carenze. In aggiunta, enzima DAO e postbiotici specifici a base di Bifidobacterium longum e Saccharomyces cerevisiae possono aiutare a migliorare la salute intestinale. La gestione del Long Covid richiede un approccio multidisciplinare e personalizzato. Intervenire sulla disfunzione mastocitaria, sulla permeabilità intestinale e sull’equilibrio immunitario può offrire nuove opportunità terapeutiche. Prodotti come D-Gain 28 e TIB IMMUNO possono essere integrati in questo contesto per migliorare significativamente la qualità della vita dei pazienti.
“La gestione del Long Covid richiede un approccio multidisciplinare e personalizzato”
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